

ITALIANOTIZIE
All’interno della rassegna “Rigenerazioni”, alla Sala Roots di Via Borrello Catania diretta da Antonella Caldarella e Steve Cable, venerdì 5 maggio, ed in replica sabato 6 e domenica 7, abbiamo assistito al grande successo, sottolineato da fragorosi applausi, dell’emozionante monologo teatrale dal titolo Un giorno quasi perfetto, di Michelangelo Maria Zanghì, regista e autore del testo. Mario vuol diventare Marika perché si sente donna o perché ha un padre che è sempre stato indifferente e freddo, noncurante, poco affettuoso con la madre? L’inconscio spesso detta le sue regole,incosciamente, in puta di piedi.
Gli uomini non abbracciano, dice a Mario il padre, frase che ripeterà a Marika al funerale della moglie, nonchè madre di questo figlio di cui non accetta la scelta di cambiare sesso. E’ una vergogna sentirsi altro, andare oltre. La società non perdona, o non perdona la nostra coscienza. Tante sono le domande, ma unica è la risposta: per essere felicidobbiamo fare ciò che ci rende felici, contro tutto e tutti, anche se ciò si scontra con il conformismo di un genitore che da più peso al pregiudizio sociale.
I traumi insorgono in tenera età e, nella stragrande maggioranza, sono scaturiti dal nucleo familiare. Con questo fardello nell’anima, Mario sceglie di non conformarsi, sceglie di poter abbracciare, sceglie la sensibilità, sceglie il sogno che un giorno il padre possa venirgli incontro accettando la sua scelta; vorrebbe averlo accanto in un momento delicatissimo della sua vita: un urgente intervento al cuore.La madre di Marika paga con la vita, qualche giorno prima, per lo stesso problema cardiaco.
I cuori sensibili si ammalano a forza di essere calpestati, ignorati, incompresi, non rispettati. Giorno dopo giorno, perdono palpiti, gocciolano di sangue e dolore, diventano sempre più solitari e si attaccano alle false speranze, come può essere la magia, la cartomanzia, i rituali.
Domenico, papà testardo ed insensibile, è per Marika, un pezzo di merda. Ella non perde le speranze fino all’ultimo attimo di poter ripristinare un sereno rapporto con lui, fino all’ultimo squillo di telefono.
Proprio così, il telefono, secondo protagonista in scena con Marika: il telefono comunica notizie importanti, comunica decisioni, serve per ribadire una scelta di vita consapevole e coraggiosa.Nei messaggi in segreteria, Marika pone tutte le sue speranze di ascoltare proprio quella voce, la voce che ha innestato quel seme poi divenuto cellula che diventerà vita, la voce di quel padre che, con molta probabilità ha fatto nascere in lui la voglia di contrastare la delusione di un genitore indifferente e dittatore, uccidendo incosciamente il suo lato maschile in favore di quello femminile.
Il telefono è una speranza, è la speranza seppur remota, seppur disperata di rivalutazione del proprio io.
Francesco Natoli è Marika, un attore che convince con la suasemplicità. La sua interpretazione è molto naturale, commovente, equilibrata. In scena cambia parrucche e vestaglie come perrappresentare l’intera umanità: ognuno è diverso a modo suo e, a modo suo, unico.
Francesco Natoli ben esprime in scena il senso di isolamento ed abbandono familiare che prova il suo personaggio; attraverso una mimica eloquente e dolce, la sua Marika risulta credibile facendo in modo che il pubblico entri facilmente in empatia con lei.
Nel suo monologo finale pieno di livore per questo padre sordo al suo grido di dolore, affrontato dall’attore con grande maestria ed intensitàrecitativa, c’è tutta la rabbia e la disperazione di un figlio tradito e rifiutato.
Un testo intimo, introspettivo che regala emozioni ma che è pure monito a chi è incapace di accettare serenamente le scelte altrui.
Un plauso speciale ad Antonella Caldarella e Steve Cable, direttori della
Sala Roots e veri professionisti, per la scelta di spettacoli di grande valenza artistica.
La Bibbia contiene 6 ammonimenti agli omosessuali e 362 ammonimenti agli eterosessuali. Ciò non significa che a Dio non piacciano gli eterosessuali. Ma solo che questi hanno bisogno di unamaggiore supervisione.
(Lynn Lavner)
Antonella Sturiale – Italianotizie